Corri con YECENIA

Yecenia è una mamma. Guida la macchina, porta i figli in piscina, si prende cura degli altri. Poi all'improvviso la sua vita cambia e si riempie di orrore e violenza.

Yecenia Armenta vive a Culiacàn, in Messico. Un giorno del 2012, mentre guidava verso l'aeroporto per accompagnare dei parenti viene fermata da degli uomini, bendata e portata via con violenza. Sono agenti della polizia messicana in borghese che la accusano di aver ordinato l'omicidio di suo marito.

  • Dettaglio di donna in carcere della campagna contro la tortura, 2012 ©Cristian Baitg

  • Dettaglio di mani legate della campagna Stop alla tortura, 2014 © Amnistia Internacional México/Sergio Ortiz Borbolla

  • Dettaglio di un’illustrazione della campagna Stop alla tortura 2014, © Amnesty International

  • Carcere messicano da un video di Amnesty International © Amnesty International

  • Donna in un carcere messicano da un video di Amnesty International ©Amnesty International

Yecenia
Pensavo che non sarei mai uscita viva da quel posto.
Yecenia Armenta
Ho visto le estati arrivare e svanire, persone arrivare e lasciare questo posto e in tutto questo tempo i miei figli sono cresciuti, fuori da queste mura.

In carcere Yecenia viene appesa a testa in giù per le caviglie, soffocata, picchiata, violentata; 15 ore di torture e minacce di stuprare e fare a pezzi i suoi figli. Yecenia allora firma un foglio che non può nemmeno leggere perché ha ancora la benda sugli occhi. Per i medici del carcere non c’è stata alcuna tortura.

Sono passati tre anni. Yecenia è ancora chiusa in una prigione nel nord del Messico, in una cella in cui le temperature arrivano anche a 40 gradi e l'aria diventa irrespirabile. Mancano a Natale. Il sogno di Yecenia è di tornare libera e passarlo con i suoi figli.


Firma l’appello e chiedi al procuratore generale di Sinaloa di ritirare le accuse a carico di Yecenia e il suo immediato rilascio. Chiedi inoltre di avviare un’indagine veloce, dettagliata e imparziale sulle torture da lei subite e di consegnare i responsabili alla giustizia.

Firma ora per Yecenia e per altre persone che chiedono giustizia. Fai circolare la voce, condividi e scrivi #corriconme